
Mi scalda quel calore che ti ritorna su, da dentro, nelle ore più tarde del pomeriggio dopo una giornata di sole. E’ quel calore che ti prende, dalla braccia al volto, e giù allo stomaco, fino alla pancia, e così respiri calmo e rotondo. Intorno a te cresce una corteccia di calore che ti scalda, che ti mantiene caldo. Così, come il suo corpo quando dormendo ti abbraccia, ti cerca e dentro di te costruisce la sua tana e tu che la lasci fare, la lasci entrare perché il suo calore ti mette tranquillo. Lo senti pieno, caldo , quell’accordo in sol che ripeti più volte mentre la mano destra gioca con i luoghi più lontani della tastiera del pianoforte. Una musica che nasce dal calore di un tardo pomeriggio e tu che scrivi con il respiro della tua pancia e poi la leggi con l’istinto delle tue dita. Di questo calore non puoi farne a meno, lo cerchi, gli fai spazio, lo accogli, l’abbracci, e mentre lei riposa , tenendola per mano gli dai un piccolo bacio , richiudi gli occhi e ti rimetti a dormire.